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A colpo d’occhio: riconoscere Afrodite nelle opere d’arte

by Ecate
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Oggi ti parlerò dell’iconografia e di come potrai riconoscere a colpo d’occhio Afrodite, signora dell’Amore.

La più bella delle Dee

Dea dell’amore, della passione, della bellezza, Afrodite era nota dai romani come Venere: profumata di ambrosia e dal sorriso capace di sedurre uomini e Dei, Afrodite è sposata allo storpio Efesto che però non ama, cercando consolazione e amore da altri fra cui Ares, Dioniso, Ermes e Adone.

Afrodite dipinta da Henrietta Rae, 1905, Scarborough Museum
Afrodite dipinta da Henrietta Rae, 1905, Scarborough Museum, Toronto

La più bella delle Dee (e lo dice Paride, non noi!) è oggetto di una sfilza sterminata di rappresentazioni artistiche: potremmo sicuramente tornare su questo tema con -almeno- un articolo dedicato, tanto è vasto l’argomento.

Limitiamoci, per ora, a capire come riconoscerla.

Riconoscere Afrodite nelle opere antiche

Nelle statue e nelle opere più antiche, Afrodite è rappresentata con un aspetto solenne e sacro e spesso avvolta da un pesante mantello. Solo dal quarto secolo a.C la figura della Dea si umanizza, avvicinandosi all’immagine artistica dell’Afrodite che abbiamo oggi.

Kalamis, Afrodite Sosandra, copia romana da un originale in bronzo del 460 a.C., Napoli, Mann
Kalamis, Afrodite Sosandra, copia romana da un originale in bronzo del 460 a.C., Napoli, Mann

La prima statua di nudo femminile dell’arte greca

E’ Prassitele il primo scultore conosciuto a spogliare la Dea, raffigurandola in procinto di fare il bagno.

Da allora il tema di Afrodite in procinto di immergersi in bagni sacri è rimasto popolare, così come quello della Dea ritratta dormiente.

Prassitele, Afrodite Cnidia, 360 a.C., Roma, Museo Pio Clementino
Prassitele, Afrodite Cnidia, 360 a.C., Roma, Museo Pio Clementino

Un altro tema ricorrente vuole Afrodite al fianco di Era e Atena nella disputa per la mela d’oro che avrebbe causato la guerra di Troia.

Da quella prima scultura di Prassitele, Afrodite appare quasi sempre nuda o seminuda, con una più o meno accentuata carica sessuale a seconda delle epoche storiche.

Per molti secoli Afrodite è stata identificata con il peccato carnale. E’ complice in questo anche il fatto che venisse spesso rappresentata nel mezzo delle sue relazioni adultere, soprattutto con Ares o Adone.

Proprio la sua natura di Dea mitologica dell’amore permetteva però agli artisti di rappresentare il nudo femminile senza incorrere in giudizi morali e sociali che, altrimenti, avrebbero facilmente rischiato di rovinarli, se non di farli giustiziare!

Venere addormentata ritratta da Daniel Seitter, 1700 circa, Galleria d'Arte Antica, Trieste
Venere addormentata ritratta da Daniel Seitter, 1700 circa, Galleria d’Arte Antica, Trieste

Riconoscere gli oggetti legati ad Afrodite

Cari ad Afrodite sono i colombi e i cigni, che trainano il suo carro, e le piante di rosa e di mirto.

Un altro suo attributo era una cintura capace di donare a chi la indossasse un irresistibile potere ammaliatore.

Tanto era potente la cintura che persino Era la prese in prestito per levare dalla testa del marito Zeus le sue amanti!

Infine, Afrodite era anche una Dea legata al mare, poichè era nata dalla spuma dei flutti attorno all’isola di Cipro: questo le vale l’epiteto di Anadiomene, che significa proprio “che emerge dal mare”.

Botticelli, la nascita di Venere, 1485, Galleria degli Uffizi, Firenze
Botticelli, la nascita di Venere, 1485, Gallerie degli Uffizi, Firenze

Il tema della nascita di Afrodite è popolarissimo e spesso raffigura la Dea nell’atto di emergere dalle acque su una grande conchiglia, o intenta ad asciugarsi i lunghi capelli dopo aver raggiunto la riva.

Se vuoi imparare a riconoscere altri Dei, torna indietro all’articolo sull’iconografia per trovare l’indice.

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