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Perchè i film sulla mitologia non ci soddisfano?

Ammettilo: anche tu, almeno una volta, ti sei posto questa domanda! Sembra che trovare un buon film sulla mitologia greco-romana sia difficile come cercare un ago in un pagliaio! Ma perchè i film sulla mitologia non ci soddisfano come dovrebbero?

Ho analizzato per te la questione, non solo come appassionata di mitologia ma anche come studiosa di cinema. Eccoti quindi sette motivi per cui un film o una serie televisiva sulla mitologia potrebbero averti lasciato con l’amaro in bocca… e sette film con cui, secondo me, dovresti provare a vedere – o rivedere, affrontandoli con le giuste aspettative!

Primo motivo: Il tempo

Lo sappiamo, noi fan della mitologia quando vediamo un film su questo tema vorremmo che fosse rappresentato nella sua integralità: siamo ben poco tolleranti verso ogni forma di taglio alle rispettive versioni cinematografiche.

Odissea, sottotitolato Le avventure di Ulisse, 1968
Odissea, sottotitolato Le avventure di Ulisse, 1968

Questo è forse più di tutto il caso in cui sono le nostre esigenze, a non essere del tutto in linea con il mezzo cinematografico: dopotutto, un film medio si aggira fra i 90 e i 120 minuti. In così poco tempo, a volte non c’è modo di rappresentare tutto sullo schermo e alcune scene devono essere tagliate!

Il compromesso: davvero ci aspettiamo che il prodotto segua rigorosamente lo svolgersi dei fatti dell’opera letteraria da cui è tratto? Allora è meglio orientarsi verso le serie televisive. Le serie, per loro stessa natura, dispongono di più tempo per raccontare le loro trame.
Una serie a mio giudizio valida è Odissea, sceneggiato nostrano del 1968 che racconta appunto le vicende dell’Odissea. Puoi trovarlo gratis su Rai Play.

Polifemo nella serie Odissea
Polifemo nella serie Odissea

Secondo motivo: troppi personaggi

Il secondo motivo fa un po’ il verso al primo: spesso nei racconti mitologici osserviamo una moltitudine di personaggi. Basti pensare alle vicende di Giasone e gli Argonauti, o ai molteplici incontri fatti da Eracle durante le sue avventure!

Un film ha a disposizione un tempo limitato, e per poter rappresentare in maniera chiara una storia ha bisogno di avere un numero di personaggi ridotto. Infatti, gli unici prodotti cinematografici con tanti personaggi definiti sono derivati da lunghe saghe(pensa a Star Wars, o ai film sui Supereroi).

Il trailer di Giasone e gli argonauti, film di Don Chaffey del 1963.

I personaggi caratterizzati a tutto tondo in un film sono pochi, e ricoprono ruoli precisi: il protagonista, il suo interesse amoroso, il nemico, una eventuale spalla del protagonista e una del nemico.

Per questa ragione, talvolta alcuni personaggi che ritroviamo nelle opere letterarie sono invece tagliati o “accorpati” nei loro corrispettivi cinematografici. Questo spiega, ad esempio,la fusione fra Briseide e Criseide in Troy.

Se i tagli ai personaggi ti piacciono poco, ti consiglio Giasone e gli argonauti, film di Don Chaffey del ’63. Anche questo è ormai un film un po’ datato, ma riesce tuttavia nel difficile compito di mantenere molti personaggi sullo schermo pur durando solo un centinaio di minuti.

In più, ci sono gli effetti speciali di Ray Harryhausen, maestro dello stop motion: da soli varrebbero la visione del film!

Giasone e gli argonauti, film di Don Chaffey del 1963.
Giasone e gli argonauti, film di Don Chaffey del 1963.

Terzo motivo: eroi non sempre eroici, cattivi non sempre cattivi.

A scuola ci insegnano ad ammirare Achille per il suo coraggio, Ulisse per la sua ingegnosità e Eracle per la sua forza, ma la verità è che spesso i protagonisti dei miti greci fanno cose ben poco eroiche.

Un giovane Ercole preso dalla furia uccide il suo maestro di musica nel film di Orlando Corradi.
Un giovane Ercole preso dalla furia uccide il suo maestro di musica nel film di Orlando Corradi.

Il mondo della mitologia greca è lontano dall’essere diviso nettamente fra buoni e cattivi. Spesso i protagonisti compiono atti terribili, e altrettanto spesso gli antagonisti non agiscono per cattiveria pura, ma per ragioni logiche o, nel caso di molti dei, per quello che potrebbe essere anche solo puro capriccio.

Per rendere i personaggi comprensibili e godibili al pubblico contemporaneo di massa, a volte questi ultimi e le loro vicende vengono semplificati e adattati alla nostra morale contemporanea.

Sconosciuto ai più, c’è un film italiano su Ercole realizzato da Orlando Corradi, concentrato principalmente sull’infanzia dell’eroe e sulle dodici fatiche. Lontano dalla realizzazione Disney, questo film resta più vicino alle vicende mitologiche originali.

Ercole combatte l'idra
Ercole combatte l’idra

Il narratore si preoccupa di aiutarci a comprendere le motivazioni dei vari personaggi, senza sfalsarle del tutto dalle vicende originali. Pur tagliando sulle situazioni più cruente, è un film che vale la pena di vedere se si è fan dell’Eroe o se si vuole avvicinare alla mitologia i giovani spettatori.

Quarto motivo: il target

Il quarto motivo è in simbiosi con il terzo: la mitologia è oggigiorno vista come qualcosa da indirizzare ai giovani e giovanissimi.

Per questa ragione, spesso i film vengono addolciti e i personaggi semplificati, in maniera tale da essere apprezzabili anche da bambini e adolescenti e da poter loro offrire una solida morale.

La scena di uno dei film di Percy Jackson
La scena di uno dei film di Percy Jackson

Tuttavia, non correte a disprezzare questi film! Infatti, essi sono ottimi ponti per guidare i più giovani verso le storie mitologiche originali, e far nascere in loro la passione per i miti.

Bisogna qui indubbiamente citare la saga di Percy Jackson, che ha avuto molto successo presso i giovani. La saga parla di Dei e Semidei inseriti in un contesto moderno.

Venendo i film da un’amatissima saga letteraria, oltre a far appassionare i più giovani ai miti greci potrebbe anche portarli verso la lettura… senza mancare di poter appassionare anche mamme e papà.

Percy Jackson incontra Medusa

Quinto motivo: la moralità occidentale

Come abbiamo detto, non sempre ciò che accade nei miti è mostrabile sul grande schermo. La moralità occidentale, di stampo prettamente cristiano, non arriva ancora a poter accettare serenamente che certi concetti tabù siano mostrati liberamente nello schermo.

Per non tirare sempre e solo in ballo la violenza pensiamo anche, ad esempio, agli incesti o alle scene di amore ferino fra donne e Dei trasformati in animali.

Questo genere di concetti sono ancora tollerati al cinema solo se il film appartiene a determinati generi, come l’horror, la fantascienza o il fantasy, generi peraltro amati proprio dagli spettatori giovani. Talvolta, anche ai film d’autore è concessa qualche libertà extra… ma per tutto il resto, non siamo ancora pronti.

Maria Callas interpreta Medea nel film di Pasolini
Maria Callas interpreta Medea nel film di Pasolini

Se cercate un’opera più matura e che mette un accento sulle questioni morali (e spirituali), dovreste recuperare la Medea di Pasolini.

Proprio in quanto film d’autore, questa pellicola può permettersi un linguaggio più crudo e un messaggio più filosofeggiante, che in altri ambienti gli sarebbe probabilmente costato un grosso fallimento al botteghino.

Tuttavia, noterai che persino Pasolini ha dovuto mediare non poco gli atti più cruenti e vendicativi di Medea, virando verso temi come la crisi spirituale e il conflitto fra culture.

Maria Callas e Pasolini fotografati nel 1969 in Turchia sul set di Medea
Maria Callas e Pasolini fotografati nel 1969 in Turchia sul set di Medea

Sesto motivo – la religione

La moralità occidentale è, in buona misura, influenzata dalla religione. La mitologia greca, ovviamente, non segue i dogmi e i dettami della religione cristiana e spesso mostrare integralmente le azioni dei suoi personaggi, soprattutto di quelli che dovrebbero essere considerati come eroi, non è semplicemente possibile.

Una scena del film Hercules

Porterebbe il film a essere incompreso, osteggiato e, in parole povere, non visto.

Abbiamo già affrontato e continueremo ad affrontare questo tema nello studio sull’ Hercules prodotto dalla Disney. Questo è quindi il film che ti propongo: una volta comprese le ragioni per cui è stato girato in questo modo, è senza dubbio fra i più spassosi e frizzanti film mitologici mai realizzati. Il film è ora disponibile su Disney+.

La presentazione di Ade nel film Hercules

Settimo motivo: Il messaggio

Quando si guarda un film, ci si dovrebbe sempre chiedere quale messaggio stia cercando di comunicare.

Con buona pace degli spettatori più filologici, a volte l’intento di un film sulla mitologia NON è quello di mostrarci per filo e per segno quanto descritto nella sua versione letteraria originale!

Il cavallo di Troia portato in città nel film Troy del 2004
Il cavallo di Troia portato in città nel film Troy del 2004

Talvolta il soggetto mitologico viene rielaborato in chiave moderna o trasformato in metafora per rappresentare determinati concetti o concentrarsi solo su alcuni aspetti dell’opera originale.

Talvolta, il messaggio del film è anche influenzato dalla sua epoca storica o da altre opere che non siano il mito originale.

Una menzione d’onore in questo senso va al famosissimo 300, film che si può amare o odiare per la sua rappresentazione degli spartani e i suoi effetti visivi. Personalmente non l’ho apprezzato, ma credo che lo si dovrebbe giudicare tenendo conto del fatto che, più che discendere dalla vera storia di Leonida, esso deriva da un’opera a fumetti di Frank Miller.

Una tavola del fumetto 300 di Frank Miller
Una tavola del fumetto 300 di Frank Miller

L’ultimo film che ti consiglio però non è 300, ma Troy.

Film che non racconta e, soprattutto, non vuole raccontare l’Iliade, Troy si propone come un film sulla guerra di Troia. La base mitologica c’è, ma la storia è rappresentata come se si trattasse di una vera guerra fra uomini, per quanto antica.

Gli Dei in Troy non si manifestano: vediamo solo Teti, madre di Achille, ma questa è spogliata della sua presenza divina.

Il trailer del film Troy

Non soltanto gli Dei non appaiono, ma i tentativi dei due schieramenti di seguire la loro volontà, interpretata tramite presunti segni profetici, conduce nel film ogni volta a gravi fallimenti e perdite.

Cosi, la scelta di Troy di tagliare fuori il divino dalle sue trame può essere vista anche come una critica al concetto di guerra religiosa o santa in generale. Ciò che mi fa sposare questa teoria è anche il fatto che il film è uscito nel 2004, periodo di pieno scontro con il terrorismo di matrice islamica. Ecco quindi che Troy diventa un ottimo esempio di come una guerra del nuovo millennio potrebbe influenzare la riscrittura di una vicenda mitologica.

Quindi come godersi un film mitologico?

La risposta è solo una, bisogna cercare di capire perchè il film non ricalca l’opera originale, e imparare ad apprezzarlo per quello che è: un’opera diversa raccontata con un mezzo diverso, che ha le sue esigenze e le sue regole.

Sono certa che, ricordandosi il messaggio che il film vuole dare, sia molto più semplice passare sopra alle modifiche e ai tagli, specialmente quando un il film vanta altri elementi validi. Molti dei film che ti ho citato possono contare su meravigliosi costumi, colonne sonore ricostruzioni imponenti, scena d’azione più che valide, prove attoriali degne di nota.

Riprese del film Medea
Riprese del film Medea

Ora dovresti avere più chiari i motivi per cui, a volte, qualche film mitologico può averti deluso, e magari imparerai come rimodulare le tue aspettative per poter godere di qualche altra pellicola più serenamente.

Se desideri approfondire davvero l’insieme di questi sette punti, e capire i molti segreti che possono celarsi dietro la produzione di un film sulla mitologia, ti invito a cliccare qui e a ritrovare proprio lo studio sull’Hercules Disney, che troverai sicuramente illuminante!