Home Articoli Fra storia e mito: Minosse

Fra storia e mito: Minosse

by Ecate
1548 views

Ci sono svariate situazioni in cui la storia greca si fonde con la sua mitologia. Questi due elementi sono tanto più compenetrati quanto più si va indietro nel tempo, verso le origini di quelle civiltà che hanno dominato l’Egeo e fondato le basi della nostra cultura.

La civiltà minoica

Circa seimila anni fa, su un’isola dell’Egeo oggi nota come Creta, si posero le basi di una civiltà avrebbe raggiunto per alcuni secoli una posizione di predominio su tutte le altre.

Dal punto di vista storico, la civiltà che oggi conosciamo come minoica vide il suo punto di massimo splendore tra il 1500 e il 1300 a.C., periodo dopo la quale venne gradualmente oscurata dal sorgere di un nuovo astro, la civiltà micenea.

Linea temporale dell'evoluzione cretese, inclusa la presunta data del dominio di Minosse su Creta
Eccovi una piccola linea temporale in una grafia arcaica e quasi incomprensibile: la mia! Tutte le date direttamente legate all’evoluzione della società cretese sono sottolineate. Noterai parecchi nomi mitologici in questa lista che vorrebbe essere storica!

I cretesi avevano imposto un dominio noto come talassocrazia, che in greco significa “potere sul mare”. Nei fatti, applicare la talassocrazia significava portare avanti un’attività commerciale molto intensa: tracce di contatti con i minoici si ritrovano fin sulle coste della Spagna.

I minoici trattavano metalli, ceramiche, tessuti, ma anche spezie, frutta, cereali, olio, vino, legname e miele. Tra i loro principali clienti figuravano anche gli Egizi, che dipendevano da questi scambi commerciali per ottenere i materiali usati nel processo di mummificazione.

Non ci sono poesie su Minosse

La civiltà cretese era incentrata sui grandi palazzi perchè aveva come suo fulcro la figura del re, che era probabilmente anche il capo religioso.

Il palazzo di Cnosso a Creta

Sono proprio le analisi sui palazzi a scandire le fasi con cui viene generalmente suddivisa la storia di questa civiltà. Pochissime infatti sono le fonti scritte utili in questo senso.

La civiltà minoica non scriveva ancora con caratteri alfabetici ma aveva sviluppato una scrittura che oggi noi chiamiamo lineare. Nel loro periodo di massima fioritura, i cretesi scrivevano in lineare B (essendoci stato, in precedenza, un più semplice lineare A).

Affresco di giochi sul toro ritrovato (e in parte ridipinto) nel palazzo di Minosse a Cnosso, Creta
Affresco di giochi sul toro ritrovato (e in parte ridipinto) nel palazzo di Cnosso a Creta

Purtroppo, tanto era l’importanza dei commerci per i cretesi che la quasi totalità delle tavolette di lineare B giunte fino a noi contengono iscrizioni a scopo commerciale (inventari o contratti).

Non essendoci pervenute né poesie né opere letterarie, oggi ci è impossibile riuscire a ricostruire la lingua cretese. Siamo persino incapaci di scoprire come i minoici definissero loro stessi.

Iscrizione in Lineare B su una tavoletta da Pylos
Iscrizione in Lineare B su una tavoletta da Pylos

Il nome civilità minoica deriva infatti da Minosse, mitico re di Creta la cui identità oscilla fra storia e leggenda.

Chi era Minosse?

La figura di Minosse ci viene riportata dallo storico greco Tucidide (vissuto nel 400 avanti Cristo).

Nella sua Guerra del Peloponneso, Tucidide individua in Minosse il primo re a contare su una flotta efficace e bene organizzata, con la quale impose il proprio dominio politico e commerciale sulle isole e penisole dell’Egeo.

Particolare diMinosse nel monumento a Dante Alighieri situato a Trento
Particolare diMinosse nel monumento a Dante Alighieri situato a Trento, foto tratta dal sito Summa Gallicana

Secondo lo storico, Minosse fu fondatore di colonie e si impegnò anche nel contrastare la pirateria.

«Minosse, infatti, fu il più antico di quanti conosciamo per tradizione ad avere una flotta e dominare per la maggior estensione il mare ora greco, a signoreggiare sulle isole Cicladi e colonizzarne le terre dopo aver scacciato da esse i Cari ed avervi stabilito i suoi figli come signori. Eliminò per quanto poté la pirateria del mare, come è naturale, perché meglio gli giungessero i tributi.»

Tucidide, Guerre del Peloponneso, I, 4

Tucidide è uno storico laico, vale a dire che nelle sue opere analizzava gli eventi e la storia delle civiltà senza prendere in considerazione eventi mistici come eventuali interventi divini.

Busto di Tucidide, Museo Puškin delle belle arti, Mosca.
Busto di Tucidide, Museo Puškin delle belle arti, Mosca.

Per questa ragione, la sua opera è stata considerata generalmente attendibile dagli storici contemporanei e ci fa pensare che un re di nome Minosse sia effettivamente esistito.

Probabilmente Minosse fu un vero re agli inizi del periodo di espansione cretese (l’età nota dagli storici come neopalaziale, proprio perchè seguì la ricostruzione del palazzo di Cnosso a seguito di un violentissimo terremoto), attorno al 1450 a.C. … e cioè ben 3500 anni fa.

Il volto mitologico di Minosse

Dipinto come re buono e giusto nei principali miti, e come tirannico e crudele da quelli attici, il Minosse mitologico è uno dei tre figli di Zeus e della bella Europa (della loro unione ti ho già parlato qui).

Eccovi un piccolo albero genealogico della famiglia di Minosse, così da non perdere il filo fra i vari personaggi
Eccovi un piccolo albero genealogico della famiglia di Minosse, così da non perdere il filo fra i vari personaggi

Il marito di Europa, Asterio, era re di Creta e alla sua morte fu succeduto proprio da Minosse.

I miti di Minosse sono caratterizzati dagli scontri con i popoli vicini: combattè e vinse Niso, re di Megara, ma i suoi miti più famosi riguardano la guerra contro Atene e la nascita del Minotauro.

Tale guerra fu iniziata da Minosse non per spirito di conquista, ma per desiderio di vendetta: il re voleva vendicare l’assassinio di uno dei suoi figli, Androgeo, ad opera di re Egeo.

Sconfitti gli Ateniesi, Minosse propose loro la pace in cambio di un tributo psicologicamente altissimo: il sacrificio di quattordici giovani ateniesi che avrebbero dovuto essergli inviati ogni nove anni per saziare la fame e l’ira del Minotauro.  

Il minotauro, mostruoso figlioccio di Minosse, dipinto nel 1885 da George Frederic Watts
Il minotauro dipinto nel 1885 da George Frederic Watts

Ma chi era, il Minotauro, per Minosse?

Minosse e il minotauro

 Accadde un giorno che Minosse supplicò il Dio Poseidone di inviargli un toro da sacrificargli.

Quando l’animale giunse, tuttavia, Minosse lo trovò così bello da rifiutare di sacrificarlo. Poseidone, offeso, scagliò una maledizione sulla moglie di Minosse, Pasifae.

Pasifae era una delle figlie del dio del sole, Helios (abbiamo già incontrato la sorella di Pasifae, Circe), e aveva già dato a Minosse numerosi figli e figlie quando il Dio Poseidone la obbligò ad innamorarsi perdutamente del toro che non gli era stato sacrificato.

Dedalo presenta a Pasifae la finta giumenta in un affresco di Pompei
Dedalo presenta a Pasifae la finta giumenta in un affresco di Pompei

Resa folle dal desiderio, la povera Pasifae supplicò il geniale Dedalo di costruirle una falsa giumenta per attrarre il toro, così che lei potesse calarvisi all’interno e tentare a questo modo di giacere con la bestia.

L’opera realizzata da Dedalo era così perfetta e realistica che il toro la montò non appena la vide.

Da quest’unione bestiale non poteva che venire al mondo una bestia immonda, ed ecco che nove mesi dopo Pasifae partorì un essere mostruoso, col corpo di uomo e la testa di toro.

Era nato il Minotauro.

Dante e Virgilio incontrano il minotauro, illustrazione di Gustav Doré per la Divina Commedia.
Dante e Virgilio incontrano il minotauro, illustrazione di Gustav Doré per la Divina Commedia.

Minosse incaricò dunque Dedalo di costruire il labirinto per nasconderlo.

Dopo la vittoria di Minosse su Egeo, al Minotauro sarebbero andati in sacrificio quattordici fanciulli ateniesi. Questo fino all’intervento di Teseo, aiutato proprio da una delle figlie di Minosse e Pasifase, la geniale Arianna.

Purtroppo, il suo sogno d’amore con Teseo non fu coronato (ma come dovresti già sapere, non se la passerà male neanche lei, in quanto verrà consolata e poi sposata addirittura da un Dio).

A sposare Teseo sarebbe stata in seguito un’altra delle figlie di Minosse, Fedra.

La fine di Minosse, da Omero a Dante

Secondo il mito, Minosse fu ucciso in Sicilia mentre faceva un bagno nella rocca del re sicano Cocalo, di cui era ospite.

La natura cruenta della morte di Minosse, e la sua fama di re giusto e saggio, gli valsero tuttavia una sorta di mitologia post-mortem.

Minosse dipinto da Michelangelo nel Giudizio Universale

Già Omero lo pone assieme ai fratelli come giudice delle anime nell’Ade. A questa tradizione si rifanno Claudiano nel De Rapitu Proserpinae e Virglio nell’Eneide e, attraverso di lui, Dante Alighieri che nella Divina Commedia recita al canto V:

Così discesi del cerchio primaio 
giù nel secondo, che men loco cinghia, 
e tanto più dolor, che punge a guaio.      
                       3

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: 
essamina le colpe ne l’intrata; 
giudica e manda secondo ch’avvinghia.
                        6

Dico che quando l’anima mal nata 
li vien dinanzi, tutta si confessa; 
e quel conoscitor de le peccata
                                      9

vede qual loco d’inferno è da essa; 
cignesi con la coda tante volte 
quantunque gradi vuol che giù sia messa.      
            12

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto V

Nell’inferno Dantesco, Minosse è una sorta di Demone giudice, che si trova all’entrata del secondo cerchio, oltre le anime del Limbo. Infatti queste, non essendo battezzate, non hanno commesso veri peccati e quindi non necessitano di essere giudicate.

Minosse in un'illustrazione della Divina Commedia ad opera di Gustav Dorè
Minosse in un’illustrazione della Divina Commedia ad opera di Gustav Dorè

Minosse ha un compito importantissimo: ascoltare le confessioni delle anime e inviare ogni peccatore al girone infernale che gli compete.

Per poter comunicare il suo giudizio, Minosse è dotato di una coda di serpente, che arrotola un numero di volte corrispondente al girone infernale in cui il peccatore è inviato.

Ora che sai tutto di Minosse, siamo curiose di sapere cosa ne pensi: fu realmente un Re Cretese, secondo te?

Faccelo sapere con un bel commento!

Potrebbe interessarti anche