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A colpo d’occhio V: riconoscere Apollo, Artemide e Ermes nelle opere d’arte

by Ecate
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Benvenuti in questo quinto appuntamento con l’iconografia degli Dei greci e romani! Oggi scopriamo insieme come riconoscere Apollo, Artemide ed Ermes in qualsiasi situazione!

Come riconoscere Apollo nelle opere d’arte

Dio del sole, delle arti, delle scienze, della medicina e della profezia, Apollo è il fratello gemello di Artemide. Entrambi sono nati da Latona e Zeus, della cui relazione ti ho già parlato qui.

Apollo viene raffigurato sotto forma di un bellissimo giovane dalla pelle pallida, il cui viso ha ancor tratti delicati e imberbi. I suoi capelli, quasi sempre biondi, sono ricci e contornano il volto ricadendo verso le spalle.

Apollo del Belvedere, copia romana di un bronzo greco, 350 a.C circa, Musei Vaticani, Roma

Apollo è solitamente ritratto nudo o seminudo, avvolto in un manto (spesso di colore rosso) che ricade all’indietro scoprendo il corpo dai muscoli definiti.

Suoi attributi tipici sono l’arco e la lira, sebbene soprattutto sui vasi sia spesso ritratto anche vicino al tripode sacrificale, uno sgabello a tre piedi legato alle profezie.

Furioso per essersi visto negare una profezia dalla pizia di Delfi, Eracle cercò di rubare il tripode di Apollo, e il Dio in persona intervenne per fermarlo. Vaso conservato al Museo del Louvre.

Pianta sacra ad Apollo era l’alloro, di cui è spesso coronato, mentre al suo fianco possono essere ritratti cigni, cicale, lupi e serpenti. Oltre a questi animali, erano legati ad apollo anche il falco e il corvo: sul rapporto tra il Dio e quest’ultimo animale, ti ho già parlato ampiamente in questo articolo.

Particolare della statua su APollo e Dafne realizzata da Bernini

In quali scene è raffigurato Apollo?

Apollo è presente in un vastissimo numero di Miti, ed è pertanto raffigurato in molte scene: quando si tratta di scene legate alla sua infanzia, Apollo è rappresentato bambino insieme alla gemella Artemide, mentre entrambi sono accuditi dalla madre Latona.

Leto amante di Zeus e madre di Apollo e Artemide
Nascita di Apollo e Artemide, Marcantonio Franceschini, Liechtenstein Place, Vienna

Vastissima la sua raffigurazione in quella che potremmo definire una sfortunata sequela di amanti e amori.

Apollo si innamorò infatti molte volte di ninfe, dee e mortali, al punto che questo tema potrebbe meritare in futuro un articolo a parte. Infatti, raramente questi amori ebbero lieto fine. Eccoti una breve lista dei più famosi e rappresentati:

  • Apollo e Dafne, solitamente ritratti mentre lei rifugge il Dio trasformandosi nella pianta di alloro;
  • Apollo e Giacinto, ritratti mentre quest’ultimo muore fra le braccia del Dio;
  • Apollo e Coronis, di cui ti ho già parlato nel già citato articolo che lega il Dio del sole ai Corvi. Dai due sarebbe poi nato il figlio più celebre di Apollo, Asclepio.
Jean Broc dipinge La morte di Giacinto, 1801
Museo delle belle arti di Poitiers

Apollo fu anche fra le divinità più attive nel corso della guerra di Troia: schieratosi coi troiani viene talvolta ritratto nell’atto di scagliare frecce contro i soldati achei.

Apollo soccorse più volte gli eroi troiani nel corso delle battaglie, e fu lui a guidare la freccia di Paride verso il tallone di Achille.

Non di rado, Apollo è rappresentato insieme ad Ermes: i due fratellastri infatti condividono un legame piuttosto stretto e appaiono assieme in un buon numero di miti. Fu proprio Ermes a regalare ad Apollo la sua famosissima cetra.

Allo stesso modo, Apollo è spesso raffigurato assieme alle Muse. Figlie di Zeus e Mnemosine, le Muse rappresentavano le arti e Apollo era considerato il loro leader.

Come riconoscere Artemide nelle opere d’arte

Artemide è la Dea della caccia, del tiro con l’arco, e in seguito è associata anche alla Luna, in particolare alla Luna crescente (in simbiosi con Selene, rappresentante la luna piena, e Ecate, rappresentante la luna calante). Dea vergine, è protettrice delle vertù femminili e della pudicizia.

Le più antiche rappresentazioni di Artemide la vogliono regina delle fiere selvatiche, e per questa ragione la Dea è spesso ritratta in compagnia di animali della foresta.

Nell’arte classica, Artemide era ritratta come vergine cacciatrice: una giovane bellissima, con gonnellino corto e stivali da caccia, arco e faretra ricolma di frecce. Talvolta, al posto di arco e frecce troviamo lance da caccia.

Artemide era anche celebrata come Dea delle danze giovanili e in tale veste regge fra le mani una piccola cetra. In tempi più recenti, suo attributo tipico è anche il diadema lunare, in virtù della sua associazione alla luna crescente.

Come per Apollo, l’alloro è sacro ad Artemide assieme a molti degli animali più tipici della fauna boschiva: cervi, caprioli, orsi, daini e lepri. A lei associati erano anche i cani da caccia.

In quali scene ritroviamo Artemide?

Artemide è solitamente rappresentata in ambienti naturali, per lo più boschivi o agresti, mentre è intenta alla caccia o mentre si intrattiene con le ninfe e le sue ancelle, ragazze vergini e pure di cui ama attorniarsi, e altri animali della foresta.

Celebre il mito di Atteone, che venne tramutato dalla Dea in cervo per aver commesso il crimine di spiarla mentre lei faceva il bagno. Per questa ragione, anche il tema di Artemide/Diana intenta a fare il bagno è abbastanza ricorrente nelle opere d’arte che ritraggono la Dea.

Un altro mito abbastanza ricco di rappresentazioni è quello che riguarda Orione, ucciso da Artemide per mezzo di uno scoprione e poi da lei trasformato in costellazione.

Come riconoscer Ermes nelle opere d’arte

L’ultimo Dio di cui ti parlerò oggi è Ermes. Figlio di Zeus e Maia, Ermes è noto soprattutto per il suo ruolo di messaggero degli Dei, compito che provoca la sua presenza in un altissimo numero di Miti e che gli procura, di conseguenza, anche una certa fortuna come personaggio delle opere d’arte.

Ermes a riposo
Ermes a riposo, copia romana in bronzo da Lisippo, IV secolo a.C, Museo Archeologico Nazionale, Napoli

L’immagine più comune di Ermes è quella di un giovane uomo dall’aspetto atletico, con indosso i suoi famosissimi sandali alati, i talari, il borsellino in cui consegnare i messaggi e il cappello anch’esso alato. In alcuni casi, le ali gli sbucano invece direttamente dal cranio. Altrettanto noto è il suo bastone, il caduceo.

Quando vestito, Ermes indossa abiti semplici, da viaggiatore. Animali a lui attribuiti sono il gallo e la tartaruga.

Mercurio trasporta Pandora, dipinto da Jean Alaux

In antichità, tuttavia, Ermes era rappresentato in ben altre vesti, come un vecchio barbuto e con un fallo sproporzionatamente grande.

In quali scene ritroviamo Ermes?

Ermes si ritrova in un vastissimo numero di rappresentazioni artistiche , proprio perchè vastissima è la sua presenza nei miti: potendo viaggiare ovunque, Ermes poteva essere rappresentato tra le nuvole dorate dell’Olimpo fin nelle oscurità dell’Oltretomba.

E’ facile, tuttavia, riconoscere questo Dio dai suoi abiti e attributi. Spesso Ermes è rappresentato come comprimario in opere che raffigurano i miti di altre divinità o eroi, o nell’atto di viaggiare per consegnare i suoi messaggi.

Fra le sue storie d’amore di maggior fortuna iconografica spicca probabilmente quella con Erse, una delle tre figlie del mitico re ateniese Cecrope che avrebbero ricevuto da Atena la cesta di Erittonio (ti ho raccontato la loro storia qui).

Erse, Ermes e Aglauro ritratti da Langrenée nel 1767, dipinto conservato al Museo del Louvre

E con Ermes, siamo arrivati alla fine dell’articolo.

Abbiamo illustrato tutti i principali Dei e le loro iconografie: per questa ragione, la serie A colpo d’occhio si prende una lunga vacanza, lasciando spazio ad altri format.

Non è, tuttavia, una porta che chiudiamo per semprem riservandoci di stupirvi di tanto in tanto con l’iconografia di qualche eroe o divinità minore.

Nel frattempo, se ti è piaciuto questo articolo, puoi recuperare anche altri capitoli della serie A colpo d’occhio, cliccando qui!

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