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A colpo d’occhio: riconoscere Era, Demetra e Estia nell’arte

Nel primo articolo di questa serie, ti ho parlato dell’iconografia e di come riconoscere i tre fratelli Zeus, Ade e Poseidone nelle opere d’arte. In questo secondo articolo, chiuderemo il sestetto degli dei Olimpi di prima generazione con Era, Demetra e Estia.

Come riconoscere Era (Giunone)

La Dea Era, conosciuta dai romani come Giunone, è figlia di Crono e Rea e sorella e moglie di Zeus.
Regina dell’Olimpo, Era è la Dea delle donne, delle nascite, della famiglia e del matrimonio, per quanto il suo non sia fra i più invidiabili. Il marito Zeus, infatti, la tradisce frequentemente con altre donne, siano esse dee , umane e ninfe, scatenando in lei una profonda gelosia che sfocia spesso in azioni vendicative nei riguardi della malcapitata amante di turno.

Era e Zeus sul monte Ida
Era e Giove sul monte Ida (dettaglio), James Barry, 1790~99, Art Galleries, Sheffield

Era è una Dea orgogliosa, che non esita a punire chiunque la infastidisca: non solo le amanti del marito, ma anche i figli nati da queste unioni o chiunque si dichiari migliore di lei in qualcosa. Questo tratto del suo carattere le valse la nomea di più vendicativa fra gli Dei.

Era viene solitamente rappresentata in una posa maestosa, col capo cinto dal polos, una corona alta e cilindrica. Il polos è tipico non solo di Era, ma anche di altre grandi Dee madri come Rea o Cibele, una Dea arcaica di origine anatolica, il cui culto avrebbe riscosso una certa fortuna tra i romani.

Un altro attributo tipico di Era è il pavone, animale che trainava il suo carro. Le sono sacri, seppur meno rappresentati, anche il leone e la mucca.

La sua controparte romana, Giunone, ha una sfaccettatura particolare: viene spesso rappresentata in abiti guerrieri, armata e con indosso pelle di capra.

Da Giunone deriva l’aggettivo giunonico, che si usa per definire una donna prosperosa ma ben proporzionata, dotata di un bel portamento, ed è cosi che la Dea è sempre raffigurata.

Statua di Era o giunone caprotina
Statua di Giunone caprotina, con scudo e pelle di capra

Un altro suo simbolo è la melagrana, che coi suoi chicchi dal succo rosso simboleggia la vita e la morte. Infine, Era viene spesso rappresentata vestita, ma con uno o entrambi i seni scoperti.

DEMETRA, madre inconsolabile

Cerere per i romani, Demetra è la Dea della terra fertile, del grano, del raccolto e delle stagioni. Demetra è una dea antica, arcaica, il cui culto è precedente a quello degli Olimpi: se ne ritrovano tracce a Creta, dove era raffigurata anche con teste di animali come il cavallo o la mucca.

Cerere o Demetra raccoglie spighe di grano
Cerere dea del raccolto, Simon Vouet, 17° secolo, museo Magnin, Digione

I miti di Demetra hanno spesso molte versioni diverse e la assimilano a molte altre Dee, da Rea a Cibele fino a Ecate.

A partire dal IV secolo a.C., l’iconografia la vuole per lo più rappresentata seduta sul trono. Anche lei porta in capo il polos o altri diademi e copricapi femminili, e fra le mani tiene uno scettro, delle fiaccole o delle spighe. Un altro suo simbolo tipico è la cornucopia, mentre il suo carro è trainato da serpenti.

Forte è il legame con la figlia Persefone, che è anche considerata una incarnazione della stessa Demetra in una forma più giovane e fanciullesca.

Persefone ritorna da Demetra
Il ritorno di Persefone, Frederic Leighton, 1891, Leeds Art Gallery, Leeds (UK)

Demetra appare talvolta anche nelle opere che trattano il rapimento della figlia Persefone da parte del Dio Ade. Quando quest’ultimo trascinò l’amata figlia negli Inferi, Demetra la rincorse e la cercò freneticamente: questa frenetica e inconsolabile disperazione viene talvolta rappresentata, mostrando tutta la sua materna disperazione.

Riconoscere Estia, la vergine del focolare

Estia, conosciuta dai romani come Vesta, è forse oggi la meno conosciuta dei figli di Crono e Rea, pur essendone la primogenita. Dea della casa, del focolare, della famiglia, Estia raramente abbandonava l’Olimpo dando cosi vita a un numero inferiore di Miti rispetto agli altri Dei.
Estia è una Dea vergine: per quanto sia Apollo che Poseidone ne avessero chiesto la mano, lei fece voto di castità e Omero ci narra che riusci a onorarlo persino di fronte alle avances di Afrodite.

Estia con il cerchio
Estia con il cerchio

Né d’Afrodite le gesta ha care, pudica fanciulla,
Estia, che nacque per prima da Crono che ha obliqua saggezza
e poi per ultima –piano di Zeus che dell’egida è cinto–,
Estia sovrana, che già Poseidone e Apollo hanno ambita:
ella però non li volle, ma li rifiutò duramente,
gran giuramento giurò, che poi è venuto a compirsi,
vergine tutti i suoi giorni sarebbe, la splendida dea.
Ma il padre Zeus un gran dono le offrì, compensando le nozze,
e nella casa ella siede, nel mezzo, a ricevere offerte.

Omero, Inni Omerici, Inno V, Ad Afrodite

Essendo stata protagonista di meno Miti, Estia è stata rappresentata più raramente, e non è facile riconoscerla in quanto non ha caratteristiche fisiche precise: per trovarla dotrai basarti solo sui suoi simboli, che sono quasi tutti legati al fuoco.
Il suo simbolo principale è il cerchio, poichè nell’antica grecia circolari erano i focolari casalinghi così come quelli nei templi. Un altro attributo ricorrente è la colonna. Talvolta, è raffigurata vicino a Hermes intenta a santificare una casa.

Infine, ci può aiutare a identificarla il suo pudore virginale: mentre quasi tutte le Dee vengono spesso raffigurate nude o quantomeno a seno scoperto, Estia è preferibilmente raffigurata con un velo sulla testa, una casacca sul petto e una lunga gonna o un abito a tunica.

Attenzione, però, perchè questo potrebbe portarti a confonderla con le sue sacerdotesse, le vestali, che sono raffigurate come fanciulle abbigliate quasi nella stessa maniera!

Illustrazione raffigurante le vestali, intente a mantenere acceso il fuoco sacro alla Dea.

Con questo articolo, sarai dunque in grado di identificare tutti i figli di Crono e Rea, ma il nostro viaggio iconografico non è finito qui: ti aspetto fra tre settimane esatte, e sarai proprio tu a decidere di quali divinità ti parlerò: corri sulla nostra pagina facebook e rispondi al sondaggio!